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Autore: Luca Vinella

Data di pubblicazione: 22 ottobre 2026

IL DIVARIO PREVIDENZIALE: QUANTO CONTERÀ DAVVERO LA TUA FUTURA PENSIONE?

In oltre vent'anni di lavoro mi è capitato spesso di sedermi al tavolo con professionisti e imprenditori convinti di avere la situazione previdenziale sotto controllo. Poi apriamo insieme il cassetto previdenziale dell'INPS, guardiamo la simulazione della pensione futura e la reazione è quasi sempre la stessa: un attimo di silenzio. La cifra stimata per l'assegno mensile è lontana, a volte lontanissima, dall'ultimo reddito percepito. Questo scarto tra l'ultimo guadagno da lavoro e il primo importo della pensione è quello che chiamiamo gap o divario previdenziale. Con il passaggio definitivo al sistema contributivo puro, le regole del gioco sono cambiate rispetto al passato. Se un tempo la pensione copriva anche l'ottanta o il novanta per cento degli ultimi stipendi, oggi per i lavoratori dipendenti quella quota rischia di scendere attorno al sessanta per cento. Per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi la situazione è ancora più seria, con stime che toccano la metà o meno del reddito abituale. Cosa significa questo nella vita di tutti i giorni? Immagina di guadagnare duemila euro al mese e di trovarti, dall'oggi al domani, a dover gestire la quotidianità con milleduecento o mille euro. Le spese fisse per la casa, la salute, le bollette e le esigenze della famiglia non si dimezzano da sole. È qui che il tenore di vita rischia di subire un ridimensionamento brusco e inaspettato. Fare un calcolo preciso del proprio divario non è un esercizio teorico, ma il primo passo pratico da compiere. Bisogna analizzare gli anni di contributi versati, la proiezione della crescita professionale e l'età stimata per il riposo dal lavoro. Una volta misurata questa differenza, si possono valutare le strade possibili. Colmare il vuoto richiede tempo, ed è proprio il tempo la risorsa più preziosa che abbiamo. Strumenti dedicati come la previdenza complementare e i piani di accumulo beneficiato immensamente della continuità quando vengono avviati con anticipo. Anche piccolissime cifre accantonate ogni mese, se gestite con disciplina per dieci o quindici anni, riescono a fare una differenza enorme rispetto a chi decide di muoversi a ridosso dell'età pensionabile. Non esiste una ricetta unica valida per tutti, perché la carriera di un medico è diversa da quella di un commerciante o di un dipendente. L'importante è smettere di randellare il problema nel futuro e iniziare a guardarci dentro adesso, finché i margini di manovra sono ampi. Se vuoi fare chiarezza sulla tua situazione previdenziale e capire quanto dista la tua pensione dai tuoi obiettivi reali, possiamo parlarne insieme. Puoi scrivermi direttamente su WhatsApp per analizzare la tua situazione senza impegno.

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